Cappella votiva:

restauro completo della Cappella dedicata a Maria Ausiliatrice detta La Rotonda.

anno
2001-2008

luogo
Altavilla Monferrato (AL)

incarico
progettazione architettonica e strutturale, direzione dei lavori, coordinamento sicurezza

in collaborazione
no


descrizione

Questa piccola chiesetta sorge sull'antico cimitero di Altavilla e, in base all'analisi di documenti antichi, con ogni probabilità esisteva già agli inizi del '700 anche se con una forma architettonica diversa da quella odierna..
La chiesa attuale, infatti, si deve ad un intervento iniziato nel 1808, anno in cui il Comune di Altavilla ne affidò la progettazione all'abate Vitoli, architetto neoclassico marchigiano che si trasferì in zona progettando anche altri edifici come il teatro municipale di casale del 1785.
L'intervento si protrasse per circa un secolo. Nel 1904 il comune la cedette, non ancora completata, alla parrocchia. La chiesa fu ultimata nel 1929 per volere del parroco e 6 anni dopo, nel 1935, tutto il complesso (chiesa e cimitero) fu venduto alla famiglia Goria Gatti che incaricò il pittore Raffele Pianezza di Fubine di realizzare le pitture attualmente visibili.
Nel 1946 la cappella fu acquistata dalla famiglia Mazzetti che l'ha conservata fino a oggi, permettendole di mantenere la sua identità di luogo di culto e ponendola sotto la tutela della soprintendenza.

Il 21 agosto 2000 il terremoto di Asti danneggiò la chiesa tanto da farla dichiarare inagibile; i notevoli danni si sommarono al degrado del tempo manifestatosi con i distacchi degli intonaci, il tetto con problemi di infiltrazioni, l'umidità, l'obsolescenza dei serramenti e così via.
Il primo intervento è stato pertanto finalizzato a bloccare il movimento di apertura della cupola ormai innescatosi, attraverso la realizzazione di cuciture all'estradosso sul lato superiore della muratura della cupola, la costruzione di un cordolo interno per bloccare la base e la sistemazione di cerchiature che stringono la base della cupola.
Tutte le tecniche utilizzate sono reversibili.
Le parti danneggiate sono state rifatte smontando i mattoni esistenti e rimontandoli come prima ma in modo più robusto e con materiali di collegamento più moderni e quindi più resistenti .
Infine, il tetto è stato rifatto identico a quello precedente, a cui però è stato aggiunto un tavolato di legno continuo in grado di collaborare al mantenimento della rigidezza strutturale.
La seconda fase ha riguardato il restauro delle facciate: gli intonaci sono stati in parte conservati e in parte sostituiti soprattutto nelle parti basse. Le parti in muratura a vista e le mensole in pietra del cornicione e del timpano sono state pulite e protette dagli attacchi dell'umidità con un prodotto trasparente e traspirante. Anche le parti decorative esterne, ovvero la devozione alla Madonna e lo stemma della famiglia Goria Gatti, sono stati recuperati, fissati e protetti.
Nelle parti interne è stata rilevata la presenza di patologie dovute all'umidità. Una parte delle pitture era quasi assente a causa di fenomeni di distacco o di sfarinamento degli intonaci; pertanto, anche all'interno si è proceduto all'integrazione delle parti mancanti, al fissaggio di quelle distaccate e quindi alla ricostruzione delle cornici e degli stucchi.
Le tecniche utilizzate sono state differenziate in base al tipo di degrado presente: dalle iniezioni, all'applicazione di consolidanti con tamponi, al reintegro vero e proprio con malte speciali ad alta capacità elastica ed espansiva.
Una volta completato tutto l'intervento si è proceduto alla stesura dei fondi, alla pulizia delle pitture attraverso la rimozione delle patine e, infine, al reintegro delle pitture con la tecnica del "restauro mimetico" cioè usando colori in pigmento naturale a base calce.
Terminato il recupero delle pitture, si è proceduto al restauro dell'altare, alla realizzazione dell'impiantistica e al restauro dei serramenti, degli arredi sacri, dei paramenti, del giardino esterno e dell'ingresso dalla via.